Teaching languages through “movie a cura di Cristiano Sanna”

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Teaching languages through Movie Making (TLMM) è un metodo di insegnamento linguistico basato sulla creazione da parte degli studenti di un cortometraggio. Ha vinto l’European Label for the Languages nel 2010 e, nel contesto del programma europeo LLP, è stato portato avanti grazie al progetto finanziato con fondi Leonardo “CiLL, Creativity in Language Learning” e il progetto Leonardo Transfer of Innovation “Movet”. E’ stato inoltre inserito nel catalogo In Service Training Comenius Grundtvig ed ha ottenuto i finanziamenti con fondi Grundtvig per la realizzazione di un workshop.

Il metodo TLMM è stato ideato per insegnare in modo efficace e motivante una lingua mettendo la creatività degli studenti al centro del processo di apprendimento. La creazione di uno script e la sua recitazione per la creazione di un cortometraggio infatti, stimolano gli studenti a focalizzare l’attenzione sul significato linguistico piuttosto che sulla grammatica permettendo l’acquisizione di un linguaggio autentico. Dovendo ricreare un’ambientazione analoga alla vita reale, infatti, il contenuto dello script deve essere il più possibile vicino al reale linguaggio della lingua target. La creazione di un cortometraggio è inoltre un task che gli studenti percepiscono come divertente e motivante; questa percezione contribuisce ad aumentare la motivazione all’apprendimento linguistico. Il completamento del task, infine, necessita di una continua interazione tra gli studenti i quali, in tal modo, possono usare e migliorare le loro competenze linguistiche attraverso una continua comunicazione nella lingua target che viene utilizzata non solo nella stesura dello script ma in ogni fase della realizzazione del cortometraggio.
Le basi teoriche del metodo si basano sull’insegnamento linguistico pragmatico, in accordo con i concetti di “competenza linguistica” e “atto linguistico” che sono alla base dell’approccio comunicativo. Grazie alle sue caratteristiche intrinseche, TLMM permette anche approfondimenti riguardanti la comunicazione non-verbale e para-verbale, nonché riflessioni di tipo sociolinguistico e fonetico sul testo che gli studenti creano e mettono in atto.

CHE COS’E’ TEACHING LANGUAGES THROUGH MOVIE MAKING
TLMM è un metodo di insegnamento delle lingue che si basa sulla creazione di uno script da parte degli studenti, sulla sua memorizzazione e sulla creazione di un cortometraggio realizzato dagli studenti stessi. Il ruolo dell’insegnante non è più quello di docente che svolge la lezione ex cathedra ma di collaboratore e organizzatore di un compito che, per quanto possibile, deve essere portato avanti dagli studenti.

Il primo passo per la realizzazione del progetto è l’organizzazione della classe che, lavorando insieme, dovrà creare uno script originale. L’idea su cui si basa lo script dovrebbe preferibilmente derivare dalla classe stessa, attraverso una discussione collettiva seguente ad un brainstorming. In tal modo, la realizzazione dell’intero cortometraggio risulterà più motivante, basandosi su un tema prescelto dagli studenti e quindi ad essi gradito. In alternativa, qualora l’insegnante decida di sviluppare particolari tematiche o atti linguistici nella classe, il tema può essere deciso a priori dall’insegnante e quindi essere discusso in classe dagli studenti.

La seconda fase nella creazione di uno script è la sua suddivisione in moduli che gruppi di studenti possono scrivere autonomamente. Durante la creazione del testo gli studenti, usando la loro fantasia e creatività, dovranno utilizzare particolari atti linguistici e riprodurre situazioni ed interazioni il più possibile realistiche che emulino il linguaggio autentico della lingua target in tali situazioni. In questa fase è possibile che gli studenti possano incontrare alcune difficoltà di espressione in un linguaggio diverso dal proprio. E’ possibile colmare tali lacune in vari modi, in accordo con il metodo di insegnamento che l’insegnante (o il gruppo) predilige adottare. Se l’insegnante o la classe sono abituati ad adottare un metodo di tipo deduttivo, in base al soggetto scelto è possibile per il docente prevedere quali particolari abilità gli studenti dovranno avere per portare a termine il task e quindi svolgere alcune lezioni prima della redazione dello script. Se gli studenti sono abituati ad un metodo di apprendimento di tipo induttivo, è possibile svolgere alcune lezioni di riflessione metalinguistica alla fine della redazione dello script e quindi procedere ad una correzione di quest’ultimo sulla base delle nuove competenze. Infine, è possibile interagire con gli studenti durante l’attività in fieri per aiutarli a completare il compito, assumendo così il ruolo di facilitatore linguistico in senso stretto. E’ comunque importante, per quanto possibile, assecondare la loro creatività e libertà di espressione.

La fase seguente alla creazione dello script è la scelta dei ruoli, la loro memorizzazione e la recitazione di fronte ad una videocamera.

La scelta dei ruoli può essere una fase critica all’interno del progetto. E’ preferibile che, per evitare malcontenti e fratture all’interno del gruppo, non sia l’insegnante ad assegnare i ruoli ma che questi vengano decisi dalla classe stessa con una discussione collettiva. Se permangono situazioni di conflitto, l’assegnazione dei ruoli può essere risolta attraverso un sorteggio per quelle parti che non possono essere assegnate all’unanimità a seguito della discussione.

Grazie a TLMM la memorizzazione di atti linguistici e funzioni comunicative, che di solito è la fase meno amata degli studenti, viene realizzata attivamente in quanto ritenuta assolutamente indispensabile per la realizzazione del cortometraggio. La creazione di uno script, la sua memorizzazione e la seguente recitazione sono compiti complessi che permettono di fissare nella memoria a lungo termine, di acquisire nel senso Krasheniano del termine e quindi di reimpiegare in modo flessibile le competenze sviluppate nel corso del compito. TLMM quindi non è solo un modo divertente di studiare una lingua ma un efficace metodo che permette lo sviluppo significativo delle competenze linguistiche dei partecipanti sfruttando e nello stesso tempo stimolando il loro lato più artistico e creativo.

PERCHE’ USARE TEACHING LANGUAGES THROUGH MOVIE MAKING
Teaching Languages through Movie Making non è solo un metodo utile a stimolare giovani discenti ad apprendere una lingua, è stato utilizzato ampiamente anche con studenti adulti con ottimi risultati. La componente ludica e creativa del metodo è importante ma è solo una delle sue caratteristiche. TLMM permette infatti di acquisire una lingua focalizzandosi sui fabbisogni linguistici necessari alla realizzazione dello script. La creazione di un testo (la sceneggiatura) centrato sui loro fabbisogni linguistici specifici, la memorizzazione (necessaria per la recitazione) che permette la fissazione degli atti linguistici, la simulazione realistica della situazione in cui si svolgono gli atti linguistici richiesti della sceneggiatura, permettono un analisi approfondita non solo della lingua ma anche del cotesto e del contesto comunicativo.

Infine, stimolando una continua interazione tra studenti, necessaria per portare a termine il progetto, TLMM permette di sviluppare legami e relazioni nel gruppo che molto spesso proseguono oltre la fine del progetto.

TLMM permette di focalizzare l’attenzione degli studenti su alcune componenti fondamentali per l’acquisizione di una competenza linguistica efficace. Poiché gli studenti devono realizzare un cortometraggio in cui i dialoghi e le scene devono essere per quanto possibile realistici, sono stimolati ad apprendere e ad usare un linguaggio autentico. Inoltre, dovendo interagire tra loro nella lingua target, migliorano non solo l’abilità scritta ed orale ma anche quella di dialogo. E’ importante infatti che l’intero progetto venga sviluppato interagendo nella lingua target. In questo modo, gli studenti miglioreranno le proprie competenze linguistiche non solo lavorando al completamento del progetto ma anche interagendo tra loro.

Poiché gli studenti devono recitare e creare situazioni realistiche, TLMM permette all’insegnante di focalizzare l’attenzione del gruppo anche sugli aspetti sociali, sociolinguistici e paralinguistici della lingua target. L’analisi di alcune scene e del loro svolgimento permette infatti di introdurre in modo naturale una discussione riguardo ad alcune problematiche legate a convenzioni sociali (ad esempio, quando usare un linguaggio formale/informale, come prendere il turno di parola), ad alcuni usi della lingua legati alle diverse variabili linguistiche (diafasica, diamesica e diastratica in particolare), alcune modalità di comunicazione in cui è necessaria anche la conoscenza di aspetti paralinguistici (come la comunicazione non verbale o l’intonazione).

Partendo dallo script, l’insegnante può creare ad hoc alcune specifiche lezioni su tali argomenti che potranno migliorare efficacemente la competenza linguistica (intesa come capacità di usare l’atto linguistico giusto nel momento giusto e nel contesto giusto) dei partecipanti.

La creazione di un cortometraggio permette anche di focalizzare l’attenzione degli studenti su alcuni aspetti fonetici della lingua target. Facendo visionare il cortometraggio ultimato agli studenti, è possibile fare notare agli studenti alcuni errori fonetici importanti o ripetuti nel corso della recitazione. In alternativa, è possibile intervenire sugli errori fonetici anche durante la fase di registrazione, facendo notare agli studenti le imperfezioni fonetiche e magari chiedendo di ripetere la scena cercando di migliorare la propria impostazione fonetica.

THEORETICAL FRAMEWORK
La creazione di un cortometraggio da parte degli studenti è un metodo che si basa sulle moderne tecniche glottodidattiche, alla cui filosofia si ispira e trae spunti per poter essere usato nel modo più efficace possibile.

Il riferimento di base è il metodo comunicativo, con la teorizzazione degli “Atti linguistici” (Austin) e Searle) e l’apprendimento di una lingua finalizzato ad imparare a “fare con la lingua” e alla competenza pratica in generale. Inoltre, la creazione di uno script permette una riflessione ed un’analisi del contesto in cui essa si svolge, in pieno accordo con il concetto di competenza comunicativa teorizzato da etnolinguista D. Hymes nel 1966.

TLMM, attraverso la creazione di uno script e la sua memorizzazione, stimola gli studenti all’apprendimento di atti linguistici utili alla realizzazione di un dialogo o di un monologo. Negli script gli studenti devono imparare ad invitare, dare consigli, presentarsi; più in generale, per portare a termine il task, devono imparare ad usare la lingua in modo pratico, ad esprimersi. Inoltre, in quanto un cortometraggio simula situazioni reali e deve, per quanto possibile, assomigliare alla realtà, gli studenti devono analizzare le singole situazioni e scegliere, all’interno degli atti linguistici, le variabili diafasiche, diamesiche e diastratiche più idonee a creare uno script realistico.

TLMM non si limita ad essere un ottimo strumento per l’applicazione pragmatica della teoria degli atti linguistici e della competenza comunicativa, si ispira e trae spunto anche da altre metodologie della glottodidattica che si sono sviluppate negli anni ’80. In primo luogo, ad influenzare lo sviluppo teorico del TLMM è stato il metodo del Project Work, da cui trae spunto per l’auto-organizzazione del gruppo per raggiungere un determinato obiettivo e per la figura dell’insegnante, che non ha più un ruolo nettamente distinto da quello degli studenti, ma vi collabora insieme come facilitatore ed organizzatore per raggiungere lo scopo previsto, nel caso specifico la creazione di un cortometraggio. Oltre ad Project Work, TLMM è stato influenzato anche da altri metodi, come il Cooperative Learning, che si basa sull’interazione all’interno di un gruppo di allievi che collaborano al fine di raggiungere un obiettivo comune e la Strategic Interaction di Robert di Pietro, in cui gli studenti sono stimolati a costruire modelli linguistici efficaci all’interno di precisi “Scenari”.

• Hymes D.H., On communicative competence, Philadelphia, University of Pennsylvania Press, 1971.
• BALBONI P. E. 2002, Le sfide di Babele. Insegnare le lingue nelle società complesse, Torino, UTET Libreria.
• Searle J., Atti linguistici. Saggio di filosofia del linguaggio, Torino, Boringhieri, 1976.
• DE MARCO A. (cur.), Manuale di glottodidattica. Insegnare una lingua straniera, Roma, Carocci, 2000
• Diadori
• PALLOTTI G., La seconda lingua, Milano, Bompiani, 1998 (2° ed. 2001)
• Krashen, S.D. (1982). Principles and Practice in Second Language Acquisition. Oxford: Pergamon.
• Sanna C., Movie Making, in Creativity in Language Learning

http://www.hltmag.co.uk/feb13/eu.manual.pdf

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